Qualche trucco per un viso perfetto

Spesso non ci accorgiamo di come la nostra pelle soffra le conseguenze della nostra vita frenetica, degli sbalzi termici, dei nostri sbalzi di umore, del sole, del vento, del freddo, dell’invecchiamento e di tutta una serie di altri fattori che possono causare un invecchiamento precoce della pelle del viso e la comparsa di rughe.

In farmacia ed erboristeria possiamo trovare moltissimi prodotti per la cura del corpo e, soprattutto, una vastissima gamma di creme per la pelle del viso anti-aging, anti-rughe, anti-macchie, insomma anti-tutto. La competizione tra brand è spietata per aggiungere elementi innovativi e mai usati prima alla loro ricetta e per rivoluzionare la composizione chimica del prodotto.

Insomma, il mercato delle creme per la protezione della pelle è estremamente competitivo e spesso ci si può sentire persi; inoltre i prezzi dei prodotti sono piuttosto alti. Perciò, sarebbe bene avere qualche informazione affidabile e qualche certezza sull’efficacia di una crema piuttosto che un’altra prima di procedere all’acquisto.

Con una maschera non si sbaglia mai

Applicare una sola crema per la pelle e sperare di ottenere risultati immediati è come sperare in un miracolo. Come per tutto, per vedere i risultati ci vuole pazienza e perseveranza ed il modo migliore per accelerare la rivitalizzazione della pelle del viso e per vedere la nostra pelle più giovane e luminosa è applicare una maschera una volta alla settimana.

Le maschere per il viso non sono semplicemente dei trattamenti di bellezza ma possono avere anche una funzione idratante, tonificante, disintossicante, purificante, nutriente, detossinante e molte altre ancora.

Insomma ogni maschera può essere studiata per le necessità specifiche della pelle di ognuno e non è una pratica unicamente femminile, anche molti uomini si sottopongono a questo trattamento per migliorare le condizioni del proprio viso.

Fondamentali istruzioni per l’uso

La maschera per il viso può essere preparata a casa con pochi semplici ingredienti o potete domandare alla vostra estetista di prepararvi il composto che più si adatta alle vostre necessità.

In linea di massima, la maschera per il viso è composta da un veicoli (ingrediente base) che ne determina principalmente la consistenza, a cui vengono aggiunti tutti gli ingredienti specifici per i vostri bisogni. Una miscela azzeccata degli ingredienti più adatti vi permetterà di ottenere un composto semplice da applicare e ricco di principi attivi funzionali che renderanno la vostra pelle liscia, idratata, luminosa e morbida.

Prima dell’applicazione è importante rimuovere eventuale trucco e pulire la pelle con del detergente o una salvietta umidificata. La maschera deve essere, poi, spalmata omogeneamente su tutto il viso con un pennellino ad eccezione del contorno occhi e bocca.

Una volta terminato il tempo di applicazione potrete rimuovere la maschera con una spugnetta morbida bagnata con dell’acqua tiepida e potrete ammirare già i primi risultati.

State per traslocare? Consigli per vivere al meglio questo momento di passaggio

Traslocare può essere considerato un vero e proprio rito di passaggio. Può essere fonte di stress ma anche di grandi liberazioni e cambiamenti che potrebbero dare una spinta positiva alla vostra vita.

Spesso traslocare è associato ad un cambiamento radicale, ad una rinascita: è un’occasione per ripartire da zero e mettere un po’ di ordine sia a livello pratico che metaforico. A volte si trasloca per motivi lavorativi, altre per esigenze economico, per ragioni sentimentali, per studiare all’estero, perché la famiglia si è allargata o per stare più vicino ad amici e parenti.

Qualsiasi sia la motivazione, è importante che siate organizzati e che non vi facciate sopraffare da stress e frenesia. Qui di seguito troverete qualche semplice consiglio che potrà aiutarvi a gestire al meglio questo momento di passaggio.

L’ordine è fondamentale!

Se sperate di concludere il trasloco ed impacchettare tutti i vostri averi in una giornata vi sbagliate di grosso. Per traslocare è fondamentale prendersi per tempo ed iniziare preventivamente a impacchettare ed inscatolare gli oggetti che meno utilizzate: in questo modo toglierete di torno vestiti, libri e soprammobili che non farebbero altro che rallentarvi.

Il trasloco è anche un’ottima occasione per liberarsi di cose che nemmeno ricordavamo di avere: qualche regalo del battesimo, giochi dei bimbi, quaderni di scuola, regali della lista nozze, bomboniere, vasi, vestiti, regali inutili e chi più ne ha più ne metta. Rimarrete stupiti del potere liberatorio di un cleaning completo dei vostri averi.

A volte ripescare fotografie e cimeli può riportare alla luce ricordi tristi e felici: traslocare è anche una maniera per ripensare a persone che non ci sono più ma che hanno lasciato un’impronta più o meno profonda nella nostra vita, o che ci hanno costretti ad affrontare situazioni scomodi e che, in qualche modo, ci hanno aiutato a crescere. Un tuffo nel passato a volte è ciò che ci può dare la forza di compiere un nuovo passo verso il nostro futuro.

Occhio a non perdere qualcosa!

Durante il trasloco non c’è nulla di più facile di perdere qualcosa: quando gli scatoloni iniziano ad accumularsi e la nostra memoria a confondersi su dove abbiamo messo cosa significa che molto probabilmente finiremo per perdere qualcosa, probabilmente i nostri vestiti preferiti o la scatola con i ricordi di infanzia.

Per questo motivo è molto importante essere estremamente organizzati quando si impacchetta: è consigliato dividere gli scatoloni in gruppi in base alla tipologia del contenuto (bagno, cucina, vestiti, libri ecc.), di scrivere bene in grande cosa contengono e di numerare le scatole per evitare di perderne qualcuna durante i vari spostamenti.

Fatevi aiutare da amici e parenti, più mani lavorano meglio è, ma assicuratevi di controllare in prima persona che gli oggetti a cui tenete di più siano correttamente imballati ed evidenziati per evitare brutte sorprese.

Acquisti e recensioni online: ecco come stanno cambiando le nostre abitudini

Sentiamo spesso parlare di come internet e la tecnologia stiano trasformando le nostre abitudini quotidiane, ma spesso siamo talmente immersi nella nostra vita e nelle nostre faccende che non ce ne rendiamo conto ed accettiamo il cambiamento come parte integrante ed inevitabile della nostra esistenza.

Certo, c’è anche chi si impone di non farsi trascinare a fondo dalle regole di mercato e di non farsi coinvolgere dal vortice della modernizzazione, ma la verità è che con le nuove generazioni nate in un’epoca iper-tecnologizzata e che non conoscono nulla di diverso da ciò che stiamo vivendo ora è difficile pensare che i difensori dell’old school possano avere vita lunga. In fin dei conti, la modernizzazione ha portato molti benefici, il principale è senza dubbio la comodità.

Direttamente dal divano

Quando parliamo di comodità intendiamo letteralmente poter fare praticamente qualsiasi cosa mentre siamo comodamente seduti sul divano di casa nostra. Prendiamo lo shopping per esempio. Chi ce lo fa fare di prendere l’auto o i mezzi pubblici il sabato pomeriggio per ritrovarci in mezzo alla calca di centinaia di persone che hanno avuto la nostra stessa idea di andare a fare compere?

Grazie ad internet (e all’immancabile carta di credito) possiamo sbizzarrirci e scegliere tra centinaia di siti online che offrono una gamma di prodotti molto superiore a quella disponibile nei negozi. Online possiamo acquistare di tutto (e anche vendere di tutto grazie ai siti di compravendita): dai vestiti alle scarpe, dai libri ai mobili per la casa, dal cibo alle pentole, dagli accessori ai prodotti elettronici.

Insomma qualsiasi cosa vi possa venire in mente probabilmente sareste in grado di trovarla su internet e acquistarla a prezzi spesso inferiori di quelli dei negozi – occhio però al costo di spedizione che non sempre è incluso.

Ma c’è da fidarsi?

Chiaramente comprare prodotti online è un affare rischioso. Acquistare qualcosa a scatola chiusa non è mai l’ideale, ma esistono alcuni stratagemmi che possiamo utilizzare per evitare di prendere una fregatura.

La prima cosa da controllare è che il prodotto sia in garanzia o che vi sia la possibilità di restituirlo o sostituirlo qualora ci fosse qualcosa che non va (taglia sbagliata, rovinato durante il trasporto, non funziona, colore sbagliato ecc.). Un altro trucco è consultare i siti di recensioni che spesso si trovano semplicemente scrivendo il nome del prodotto sul motore di ricerca.

Anche in questo caso, però, prestate attenzione. Sono stati recentemente denunciati casi di false recensioni scritte dai proprietari del sito per invogliare la clientela ad acquistare i prodotti che si rivelavano poi delle fregature.

Perciò è sempre bene informarsi a fondo e leggere recensioni e critiche da più di un sito per evitare di cadere in qualche trappola. Un ultimo consiglio è di utilizzare una carta di credito prepagata o di utilizzare dei sistemi che proteggano il vostro conto corrente online.

Cronaca dal fronte: tra terrore e censura

Molto spesso il giornalismo di oggi viene criticato per una mancanza di contenuti e per una manipolazione dell’informazione dettata dall’influenza politica del giornale o del canale televisivo.

Per di più, tristemente il giornalismo moderno, specialmente in Italia, tende a dara moltissimo spazio e rilevanza ad argomenti leggeri o, al contrario, ad insistere in maniera quasi morbosa su casi di cronaca nera facendo leva sul lato sentimentale e curioso della popolazione.

Esistono, infatti, moltissimi giornali, programmi televisivi e social media il cui unico scopo è intrattenere l’audience giocando, molto spesso, con i sentimenti delle vittime o dei parenti stretti senza rendere onore alla missione del giornalista di ricercare e riportare la verità senza tentare di manipolare l’opinione del pubblico.

Ma se da un lato abbiamo questi esempi di giornalismo scadente, dall’altro abbiamo il coraggio e la caparbietà dei giornalisti di guerra che continuamente rischiano la propria vita per fornire a noi a casa notizie in diretta dal fronte.

La storia di questi reporter che si mettono in prima linea per l’informazione sono a dir poco ammirevoli e dovrebbero essere di ispirazione a molti.

Una pratica centenaria: ecco com’è nato il giornalismo di guerra di pari passo alla censura

L’informazione è da sempre un mezzo utilizzato da chi è al potere per manipolare ed indirizzare l’opinione pubblica: la censura ed il controllo di pubblicazioni e stampa sono armi tanto potenti quanto subdole perché spesso, chi ne subisce le conseguenze non è nemmeno consapevole di essere vittima di un processo manipolativo.

Purtroppo, la stessa cosa vale per i reporter di guerra. E tutto iniziò con Napoleone Bonaparte nel 1804 che creò nel “Le Moniteur Universel” con lo scopo di informare la popolazione francese sulle sue conquiste. Fin da subito l’imperatore diede ordine ai direttori del Moniteur di utilizzare il giornale come arma propagandistica e di censurare qualsiasi notizia potesse risultare scomoda per la Francia e per il suo ego.

Qualcosa di simile capitò anche a colui che oggi viene considerato il fondatore del giornalismo di guerra: William Russel. Per anni Russel rischiò la vita per inviare in patria notizie fresche dalla Crimea dove nel 1854 si stava combattendo la guerra tra Inghilterra e Russia. Tuttavia, il direttore del Times di Londra non apprezzò la scrittura obiettiva e poco patriottica del reporter e si premurò di censurare e modificare ogni articolo prima di pubblicarlo

La trappola del “News Management”

La censura è un’arte, così come la propaganda. Per anni i governi hanno manipolato i media per controllare l’opinione pubblica e ottenere l’approvazione popolare, a volte in maniera diretta (censurando, omettendo ed imponendo ai reporter di ritrarre un immagine positiva del fronte), altre volte in maniera subdola.

Una delle tecniche più utilizzate è quella del News Management: i giornalisti vengono tenuti lontani dal fronte vero e proprio e vengono condotti sui luoghi dello scontro solo a battaglia finita; inoltre vengono costretti a firmare accordi di confidenzialità e a “coprire” ogni notizia scomoda o negativa pubblicata con una “buona” per controbilanciare e non smuovere troppo gli animi della popolazione.

Riscopriamo i patrimoni del nostro paese: la città degli innamorati

Spesso noi Italiani ci facciamo affascinare da destinazioni esotiche, capitali europee, metropoli americane e culture latine, e finiamo per dimenticarci e sottovalutare il patrimonio artistico e turistico del nostro paese. Ad onor del vero, questa tendenza vale un po’ per tutti perché’ si sa, l’erba del vicino è sempre più verde, ma se l’Italia ogni anno attira milioni di turisti da tutte le parti del mondo un perché ci sarà.

Appena messo un piede fuori dal Bel Paese non farete altro che sentire persone rivolgervi domande curiose ed ammirate su Roma, Venezia e Milano, sulla pizza e la pasta e le squadre di calcio. Essendo abituati a vivere in Italia, capita di dare tante cose per scontate e non renderci conto della varietà e unicità di paesaggi offerti dal nostro paese, per non parlare della cultura, l’arte e la storia che non hanno eguali e ci vengono invidiate in tutto il mondo.

Oggi vogliamo riportarvi alla scoperta di Venezia, la città degli innamorati che talmente è unica ed apprezzata che gli americani non hanno potuto riprodurne una versione artificiale a Las Vegas e che, ogni anno, attira migliaia di turisti grazie alla sua particolarità, ai suoi colori, al carnevale tipico, e alle sue pittoresche gondole.

Una città d’arte

Venezia viene istintivamente associata con l’arte, e a ragione! Il capoluogo veneto è ricco di capolavori pittorici ed architettonici come la Basilica di San Marco, la Torre dell’Orologio, il Museo Correr e tutta una serie di chiese e basiliche come Santa Maria dei Miracoli e San Zaccaria.

Per di più, ogni due anni Venezia ospita la biennale dell’arte che raccoglie opere da artisti provenienti da tutto il mondo, è ricca di festival di buskers e artisti di strada, ospita la biennale di architettura, e ogni anno è sede del Festival del Cinema che raduna i migliori attori e registi di fama internazionale.

Inoltre, a Venezia ha sede la prestigiosa Accademia Di Belle Arti dove gli studenti imparano tecniche di pittura, scultura e grafica da alcuni tra i migliori insegnanti a livello nazionale.

E una città d’amore

Non per niente Venezia è chiamata “la città degli innamorati”. Passeggiare per le calli mano nella mano con la vostra lei o il vostro lui è un’esperienza unica ed irripetibile. I gondolieri faranno di tutto per convincervi a salire a bordo e farvi cullare dall’acqua dei canali ammirando i ponti e gli edifici di una città che sembra emanare fascino e poesia da ogni angolo.

E se avete la fortuna di potervi trattenere per qualche giorno, dovrete assolutamente salire a bordo del vaporetto e passare qualche ora a rilassarvi sulle spiagge del Lido, e ad ammirare le pittoresche isole di Murano, Burano e Torcello. Infine, nulla può battere la magia di una cena al lume di candela affacciati sul Canal Grande con le luci che si riflettono ne

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace

Quando parliamo di bellezza dobbiamo necessariamente accordarci sul fatto che sia soggettiva. Anche quando parliamo di canoni di bellezza come ideali estetici accettati e riconosciuti dalla società dobbiamo riconoscere che anche questi sono soggetti a cambiamenti nel corso del tempo e che, quasi sicuramente, non sono condivisi da tutti i membri della società.

I canoni di bellezza possono riferirsi al corpo maschile o femminile, ad un’ideale artistico, o ad un principio estetico: la bellezza può essere vista in qualsiasi elemento ma è un valore ed una percezione prettamente soggettiva e personale.

Spesso avrete sentito dire che “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, questo semplice detto italiano in realtà racchiude in se’ una grande verità e deve essere interpretato alla luce di migliaia di anni di mutevoli canoni di bellezza ed interpretazioni artistiche ed estetiche.

Dalla preistoria ai giorni nostri

Se ci pensate bene i canoni di bellezza del corpo umano sono sempre stati riflessi e rappresentati dall’arte tramite sculture e dipinti e, oggi, dalla pubblicità. Se osserviamo i prodotti umani dalla preistoria ad oggi ci possiamo rendere conto di come l’idea di bellezza sia mutevole e soggettiva e vari a seconda di una serie di fattori.

Ad esempio, le popolazioni primitive tendevano a rappresentare corpi di donne piuttosto in carne con seni molto voluminosi: per loro queste forme erano ideale di fertilità e bellezza poche’ sottolineavano la funzione materna della donna. Al giorno d’oggi, invece, i corpi rappresentati dalle pubblicità o messi in evidenza da stilisti e artisti sono tutt’altro che rotondi.

Forse Fernando Botero è uno dei pochi artisti contemporanei a ritrarre e scolpire soggetti carnosi, ma la sua scelta è dettata da dei bisogni cromatici e da una visione materica della pennellata. A parte qualche rara eccezione, i principali veicoli pubblicitari ritraggono corpi di donne estremamente magre e uomini dai fisico perfetto e scolpito.

Certo, oggigiorno si fa un grande uso di photoshop e programmi di ritocco, ma ciò significa che per la società moderna la donna è bella quando è magra e l’uomo quando ha gli addominali scolpiti.

La bellezza femminile: lotta allo stereotipo

Lo stereotipo di bellezza femminile è stato spesso motivo di critiche da parte della società che considera i modelli proposti dalla pubblicità e dall’arte come inarrivabili e, a volta, non salutari.

Abbiamo letto parecchi casi di ragazzine che hanno iniziato diete folli e pericolose per assomigliare alla loro superstar preferita e che hanno rischiato di rimetterci la vita; o come non parlare dei complessi di depressione ed inferiorità di ragazze e donne che si trovano a dover competere con corpi statuari ritoccati al computer.

Spingere un canone di bellezza all’eccesso ed imporlo come unica alternativa possibile è estremamente pericoloso: per questo motivo sono nati moltissimi movimenti e gruppi di supporto per aiutare le persone che si sentono inadeguate o non accettate a capire che la bellezza non è altro che un fenomeno passeggero e soggettivo.

Come la società cambia a nostra immagine e somiglianza

Molto spesso, essendo totalmente assorbiti dalla nostra quotidianità e dai nostri mille impegni, non ci rendiamo conto di come cambiamo e di come, allo stesso tempo, la società intorno a noi si modifichi in maniera costante: a volte in modo impercettibile, altre volte in modo eclatante.

Quando cresciamo è più semplice accorgerci di come cambiamo e ci evolviamo: le nostre priorità cambiano drasticamente, le nostre amicizie sono soggette ai nostri spostamenti e spesso richiedono impegno e fatica per essere mantenute vive nel tempo, le relazioni amorose si fanno più serie ed iniziamo a pensare al futuro, poi ad avere una famiglia, poi abbiamo un figlio e le nostre priorità cambiano nuovamente, insomma è un ciclo senza fine.

Certe volte ci troviamo di fronti ad imprevisti che ci mettono a dura prova e ci fanno temere il cambiamento, ce lo fanno percepire in maniera palpabile e ci costringono a prendere decisioni a volte molto difficili. Certe volte questo dipende da noi, altre volte dipende da fattori esterni.

I rapporti sociali: come stanno cambiando?

Come dicevamo, spesso le situazioni che ci troviamo ad affrontare sono la conseguenza di eventi al di fuori del nostro controllo che ci presentano il conto all’improvviso. Altre volte invece, il processo di cambiamento si avvia lentamente e progressivamente, ma noi non ce ne rendiamo conto finche’ qualcosa di brusco non ci risveglia dal nostro torpore e ci fa riemergere dalla nostra routine per un attimo.

Questo capita molto spesso ai rapporti sociali e alle relazioni che si modificano per via di abitudini diverse, di interessi contrastanti, di priorità differenti e per una serie di altri motivi. Se ci pensate bene, una volta era più difficile perdere di vista le persone o allontanarsi drasticamente: oggi spostarsi, anche fisicamente, è molto facile e spesso causa la separazione di persone e la fine di relazioni ed amicizie.

Che ruolo giocano i social media?

Sembrerà banale, ma se parliamo di cambiamenti della società e dei rapporti tra le persone non possiamo fare a meno di nominare i social media e di analizzare il ruolo giocato in questa modificazione di abitudini.

Sicuramente, la possibilità di connettersi con chiunque e in qualsiasi momento tramite un computer o un telefono cellulare rappresenta un enorme passo avanti e un comodità non indifferente, tuttavia, i social media e la tecnologia spesso sono un’arma a doppio taglio. Infatti, capita spesso che le persone vengano assorbite dal loro mondo virtuale dimenticandosi o alienandosi dalla realtà che li circonda, preferendo rapporti fittizi a quelli veri.

Chi cade vittima di questa trappola spesso non se ne rende conto, ma a pensarci bene è comprensibile: online è facile indossare una maschera e fingersi qualcun altro, i problemi sembrano distanti e la realtà diventa uno scomodo background da cui fuggire.

Youtubers mania: diamo uno sguardo da vicino alle star del web

Dire che la nostra quotidianità ruota intorno alla tecnologia è riduttivo. Lo sviluppo tecnologico e dell’Hi-tech in particolare è visibile ad occhio nudo e ogni giorno ne constatiamo le conseguenze e vediamo i cambiamenti in prima persona.

Solamente dieci anni fa non ci saremmo mai sognati di poter disporre di smartphone in grado di farci comunicare in tempo reale con persone all’altro capo della terra, o di poter monitorare la vita di persone che nemmeno conosciamo tramite i social network, mentre oggi questa è la normalità. E proprio i social network e la diffusione di internet sono la rivoluzione sociale più importante degli ultimi tempi.

Tramite Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat e molti altri siti possiamo metter in vetrina la nostra vita e i nostri pensieri e controllare in maniera quasi morbosa le attività di chi decide di condividere la propria quotidianità su questi siti. Ma un’altra fondamentale novità dettata dall’incessante avanzata del web e’ la professione dello youtuber.

Da neologismo a posizione ambita

La parola youtuber nemmeno esisteva fino a qualche anno fa: è un neologismo creato con la diffusione su scala mondiale del sito più utilizzato per guardare video online: Youtube.

Youtube è una piattaforma web ideata negli Stati Uniti da una compagnia californiana nel 2005 il cui scopo è di permettere agli utenti di guardare e condividere video e che ha un bacino di utenza mondiale.

I più moderati utilizzano Youtube per guardare video di canzoni, clip di informazioni o blog di opinione, ma la verità è che nella ragnatela di Youtube si può trovare davvero qualsiasi cosa e moltissime persone hanno cominciato a caricare i propri video da condividere con il mondo nella speranza di conquistare l’apprezzamento e l’approvazione di fans e followers. Ed è così che un po’ alla volta è nata la professione di youtuber.

Chiunque può essere uno youtuber

Per essere uno youtuber tutto quello che serve è una connessione internet ed una videocamera frontale, e ovviamente qualcosa di cui parlare. Se cercate online troverete youtubers parlare di qualsiasi argomento possibile e immaginabile: videogiochi, trucchi di bellezza, consigli di moda, ricette di cucina, consigli per la casa, opinioni politiche, economiche e filosofiche, consigli per gli acquisti, news, film, libri, e molti altri argomenti ancora.

Esistono poi anche youtubers che non parlano di argomenti specifici ma che, invece, si dilettano in brevi sceneggiature e video divertenti per intrattenere il pubblico.

L’aspetto più interessante è che una volta avviata una carriera da youtubers e conquistato il favore del grande pubblico si aprono moltissime opportunità nel mondo dello spettacolo, del cinema e della televisione: in un mondo in cui apparire conta più di essere lo youtuber è la professione ideale per farsi conoscere e avere successo a livello nazionale ed internazionale e per fare dell’intrattenimento e dell’espressione di se’ uno strumento di sostentamento.

Il prezzo della celebrità

Tutti amano un po’ di sano gossip ma ci sono alcuni casi in cui la smania di conoscere tutti i minimi dettagli della vita privata delle celebrities diventa morbosa. Paradossalmente le riviste di gossip e i programmi televisivi che si occupano di scandali di star a vip hanno molto più successo di riviste di informazione o di cultura generale.

La gente comune viene spesso attratta e portata a provare una forte ammirazione nei confronti della vita luccicante delle celebrità, ma, se ci pensiamo bene, essere dall’altra parte dell’obiettivo non deve essere facile.

Spesso si sentono casi di vip che protestano o si lamentano per l’attenzione eccessiva dei paparazzi e l’impossibilità di condurre un’esistenza normale senza che i media riportino ogni minimo dettaglio sui tabloid. Certo, c’è anche il lato opposto della medaglia e molti vip o star emergenti sfruttano la voracità dei mass media per procurarsi della facile pubblicità e far parlare di se’.

Il ruolo chiave dei social media

Ormai quando parliamo di media non possiamo più fare a meno di citare i social media. Moltissime celebrities utilizzano Facebook, Twitter o Instagram per tenersi in contatto con i propri fan e postare continui update sulla loro vita e la loro carriera.

I social media sono un mezzo comodo e veloce per tenersi aggiornati sulle ultime vicende e love stories delle nostre star preferite, ma non dobbiamo dimenticare che possono diventare un’arma a doppio taglio. Infatti, spessissimo scorrendo il profillo Instagram o Facebook di personaggi famosi possiamo trovare valanghe di commenti negativi lasciati dai cosiddetti “haters” che attaccano la star in questione con commenti ed insulti di pessimo gusto.

Spesso, sotto foto e post si accendono dei veri e propri dibattiti tra fan e haters che si insultano senza esclusione di colpi e, a volte, la celebrity stessa interviene in sua difesa o per placare gli animi.

Il lato oscuro della medaglia

Come abbiamo detto, l’attenzione di media e social media può assumere delle sfumature molto negative. Un’attenzione assidua e morbosa da parte dei paparazzi può portare la celebrity sull’orlo del crollo nervoso e può diventare pericolosa.

Immaginate come dev’essere non poter uscire a mangiare una pizza o a fare una passeggiata senza venire assaliti da orde di fotografi che non aspettano altro che ritrarvi struccate, con qualche chilo in più, con un nuovo partner, con i vestiti della sera prima o con compagnie discutibili.

O pensate a come ci si può sentire a leggere commenti carichi di odio sotto una vostra foto magari in compagnia di amici e parenti: eh sì perché gli haters non risparmiano nessuno, è capitato più di un caso in cui utenti online abbiano insultato pesantemente i figli di celebrities per il loro aspetto o per il loro look. Sicuramente la celebrità ha il suo prezzo, ma è importante capire quale sia il confine tra sana ammirazione e morbosa ossessione.

A spasso ai confini del cielo

L’Himalaya è una delle zone più affascinanti e allo stesso tempo misteriose ed uniche del mondo. Intraprendere un viaggio in Nepal ed in Himalaya significa immergersi una cultura millenaria che ci stregherà e non ci lascerà scampo fin dal primo momento.

Verremo assorbiti dai colori e dai rumori delle strade di Kathmandu, affascinati dalla semplicità e purezza degli abitanti, e inizieremo a condividere la stessa sensazione di referenza e rispetto che gli autoctoni provano per le montagne.

Molti turisti curiosi e baldanzosi si sono avventurati tra le cime dell’Himalaya, ma la montagna non perdona ed esige rispetto: alcuni non sono più tornati, ma moltissimi ce l’hanno fatta e hanno raccontato storie e mostrato foto che vanno al di là di qualsiasi immaginazione.

La catena montuosa dell’Himalaya è senza dubbio la più imponente del mondo e avere la possibilità di arrivare anche solo al campo base di una delle cime più alte del pianeta è un privilegio ed un’esperienza che non dovreste farvi scappare.

Tra colori e cultura: Kathmandu e parchi naturali

Un viaggio in Nepal è un’esperienza che permette di unire cultura e natura. La valle di Kathmandu è ricca di paesi famosi per la loro bellezza e per i loro tratti caratteristici. Immancabile è una visita a Patan, città considerata patrimonio dell’UNESCO per i suoi templi e gioielli architettonici nonché per un floridissimo artigianato locale che produce centinaia di gioielli di rara bellezza e fattura.

Ma Patan non è l’unica città, Kathmandu, Nagarkot e Bhaktapur dovrebbero rientrare in qualsiasi itinerario che si rispetti. I templi e le statue giganti sono senza dubbio gli elementi che più colpiscono ed impressionano i turisti occidentali che per un attimo si sentono immersi ed avvolti da una cultura completamente diversa.

Ma il Nepal offre anche meraviglie naturali come il Parco del Chitawan al cui interno si possono ammirare animali come scimmie, rinoceronti, elefanti, coccodrilli e tigri, nonché’ una vastissima gamma di piante ed alberi della giungla.

Per i più avventurosi: il campo base dell’Everest

Se siete sportivi o amanti della montagna allora non potrete farvi scappare l’occasione di raggiungere il campo base dell’Everest situato ad un’altezza di 5364 metri. Il percorso per raggiungere il campo base è piuttosto semplice ed accessibile a chiunque sia mediamente allenato e conosca le regole base della montagna.

Dal campo base in poi, invece, la questione si fa più seria e solo i più esperti e avventurosi dovrebbero avventurarsi oltre. Fino al campo base non è necessaria un’attrezzatura particolarmente sofisticata perché il sentiero non presenta tratti troppo complessi o pericolosi, è tuttavia consigliato informarsi bene prima di partire ed effettuare il tragitto in compagnia di qualcuno che sia in grado di prestarvi soccorso in caso di necessità o anche solo che vi dia un supporto morale e condivida con voi quest’esperienza unica nella vita.